A settembre del 2024 è arrivata l’assoluzione per Iwao Hakamada dopo le accuse di quadruplice omicidio nel 1968 e 46 anni di carcere.
Il tribunale distrettuale di Shizuoka ha dichiarato non colpevole l’88enne Iwao Hakamada, un ex pugile, in un nuovo processo relativo a un caso di quadruplice omicidio risalente al 1968. Questa sentenza ha annullato una condanna ingiusta che ha costretto l’anziano a trascorrere decenni nel braccio della morte.
Dalla condanna all’assoluzione: la storia
Hakamada era stato condannato nel 1968 per l’omicidio di un dirigente aziendale e di tre membri della sua famiglia, oltre che per aver incendiato la loro abitazione. Nonostante la condanna a morte, non è mai stato giustiziato a causa dei lunghi appelli e dei nuovi processi. Ci sono voluti ben 27 anni prima che la corte suprema respingesse il suo primo appello per avviare un nuovo processo.
Il secondo appello è stato presentato nel 2008 dalla sorella Hideko Hakamada. La corte ha accolto la richiesta nel 2023, mettendo in piedi un nuovo processo che ha avuto inizio ad ottobre.
Hakamada è stato rilasciato nel 2014 dopo che una corte ha ordinato un nuovo processo basato su ulteriori prove, suggerendo che la sua condanna fosse fondata su accuse fabbricate dagli investigatori. Prima della sua liberazione, aveva trascorso ben 48 anni in prigione, la maggior parte dei quali nel braccio della morte, facendolo diventare – di fatto – il condannato a morte più anziano al mondo.
Iwao Hakamada: un processo segnato da gravi irregolarità
Questo verdetto non solo ha riabilitato l’ex pugile, ma ha posto anche l’accento sulle falle nel sistema giudiziario giapponese, evidenziando come prove manipolate possano portare a condanne errate e ingiuste.

L’emittente giapponese NHK aveva nel settembre 2024 diffuso questa importante novità, sottolineando il significato della sentenza nella storia della giustizia penale giapponese. Con la sua assoluzione, Hakamada diventa il quinto condannato a morte a essere dichiarato non colpevole in un nuovo processo nella storia penale giapponese del dopoguerra.